Ciao a tutti, miei carissimi lettori e futuri professionisti! Se siete qui, probabilmente state per affrontare uno degli esami più significativi della vostra vita, quello per diventare Commercialista, e l’ansia della mattina della prova è già una compagna un po’ troppo fedele.
Ricordo ancora le mie mattine pre-esame: un turbinio di adrenalina, una punta di paura e quella ferma convinzione che ogni singolo minuto contasse. È proprio in quei momenti cruciali, infatti, che si gettano le basi per una performance eccellente, e una routine mattutina ben pensata, quasi un rituale, può fare davvero la differenza tra il successo sperato e un semplice “ci ho provato”.
Negli anni, ho imparato che non si tratta solo di un ultimo ripasso frettoloso, ma di preparare mente e corpo nel modo più armonioso e strategico possibile.
Non è questione di magia, ma di pura, intelligente organizzazione! Ma come trasformare quell’inevitabile ansia in pura energia positiva e sfruttare al meglio le ore che precedono la campanella d’inizio?
Beh, miei cari, in questo post voglio condividere con voi i miei trucchi del mestiere più preziosi, frutto di anni di osservazioni sul campo e, diciamocelo, anche di qualche errore imparato a mie spese.
Siete pronti a scoprire come affrontare l’alba dell’esame da Commercialista con la giusta marcia, una mente lucida e, perché no, anche un sorriso? Allora, scopriamo insieme i segreti per una partenza impeccabile e carica di successo!
Svegliarsi con il Piede Giusto: Oltre la Semplice Sveglia

L’Importanza di un Ritmo Naturale
Ricordo perfettamente le notti in bianco prima degli esami universitari, e poi quelli ben più impegnativi da Commercialista. La tentazione era sempre quella di studiare fino all’ultimo, salvo poi puntare la sveglia a orari improbabili, pensando di “guadagnare tempo”.
Un errore madornale, ve lo assicuro! La mia esperienza mi ha insegnato che il vero guadagno non sta nel rubare ore al sonno, ma nel costruire una notte di riposo solida e un risveglio morbido.
Non è solo questione di “essere riposati”, è proprio un meccanismo chimico e psicologico che influenza la nostra lucidità. Un risveglio brusco, tra l’altro, può far schizzare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, mettendoci subito sotto pressione.
Invece, svegliarsi un po’ prima del necessario, senza l’ansia di dover correre, permette al corpo e alla mente di allinearsi con dolcezza. Personalmente, nei giorni cruciali, impostavo due sveglie: una trenta minuti prima dell’altra, con un suono delicato e crescente, per una transizione più dolce dal sonno alla veglia.
Questo semplice accorgimento mi dava la sensazione di avere il controllo fin dal primo istante della giornata, un piccolo, ma potente segnale positivo per il cervello.
È un investimento di tempo che paga dividendi altissimi in termini di concentrazione e gestione dello stress.
Il Primo Pensiero del Mattino: Positive Vibes Only
Una volta aperti gli occhi, il mio rituale prevedeva di non saltare subito giù dal letto, ma di concedermi qualche minuto per “atterrare”. È un momento prezioso per respirare profondamente e visualizzare la giornata che verrà.
Invece di pensare a tutte le cose da fare o, peggio, alle domande difficili che avrei potuto trovare all’esame, mi concentravo su un pensiero positivo: “Oggi darò il meglio di me.
Ho studiato, sono pronto.” Sembrerà una banalità, ma la mente è potente, e indirizzarla verso la fiducia in sé stessi fin dalle prime luci dell’alba può davvero fare la differenza.
Evitavo categoricamente di prendere in mano il cellulare o di leggere notizie, perché non volevo che nulla di esterno potesse alterare la mia serenità interiore.
Era il mio santuario personale, un piccolo spazio di calma prima della tempesta. Anche solo cinque minuti passati a respirare e a sentirsi grati per l’opportunità, per la preparazione fatta, possono trasformare un risveglio ansioso in un inizio di giornata carico di energia positiva e determinazione.
La Colazione Strategica: Carburante per la Mente
Nutrire il Cervello, non Solo la Pancia
Oh, la colazione! Quante volte l’abbiamo sentita definire il pasto più importante della giornata? Ebbene, prima di un esame così impegnativo, non è solo importante, è fondamentale, direi quasi sacra.
Ma attenzione, non parlo di abbuffarsi o di scegliere la prima cosa che capita. La colazione del giorno dell’esame è una vera e propria strategia nutrizionale.
Ho visto colleghi, presi dall’ansia, saltare la colazione o, peggio, ingurgitare caffè su caffè e merendine zuccherine. Il risultato? Un picco glicemico seguito da un crollo, e una sensazione di stanchezza proprio quando la mente dovrebbe essere al massimo.
Io, invece, puntavo su carboidrati complessi a lento rilascio (pane integrale, fiocchi d’avena), proteine magre (yogurt greco, un uovo) e grassi buoni (frutta secca, avocado).
Un mix equilibrato che mi garantiva energia costante e una sensazione di sazietà duratura, evitando i famigerati cali di attenzione. Bevevo sempre molta acqua, e un tè verde, per una sferzata di energia più gentile rispetto al caffè, che in alcuni casi mi rendeva un po’ troppo nervoso.
È come preparare una macchina da corsa per una gara di resistenza: non le metti benzina di scarsa qualità. Il nostro cervello è il nostro motore, e merita il meglio.
Il Rituale del Caffè (o Tè) e un Momento di Mindfulness
Se sei come me, il caffè mattutino è un rito irrinunciabile. Ma nel giorno dell’esame, questo rito assume una connotazione ancora più profonda. Non era solo il gesto di preparare la moka o la tazza di tè, ma il momento stesso di sorseggiare lentamente la bevanda calda, magari affacciato alla finestra, lasciando che i pensieri si stabilizzassero.
Per me, era un piccolo atto di mindfulness. Non stavo ripassando mentalmente formule o articoli di legge, ma semplicemente gustandomi quel tepore, quel profumo, e respirando.
Evitavo di bere troppo caffè, perché l’eccesso può portare a tremori e agitazione, esattamente ciò che non serve prima di un esame così importante. Ascoltavo il mio corpo, sentivo quanta energia mi dava, e mi assicuravo che non sfociasse in nervosismo.
È un equilibrio delicato, ma con un po’ di pratica, si impara a conoscerlo. Quel momento di calma era il mio porto sicuro prima di salpare verso la prova.
Il Momento Critico del “Doppio Controllo”: Mai Sottovalutare i Dettagli
La Checklist Salva-Vita: Cosa Mettere Nello Zaino
Miei cari, lasciatemelo dire: l’ansia da esame può giocare brutti scherzi alla memoria, anche alla più allenata. Quante volte ho sentito storie di colleghi che hanno dimenticato qualcosa di essenziale!
Per questo, la mia strategia infallibile era preparare tutto la sera prima, ma eseguire un “doppio controllo” rigoroso la mattina stessa. Non è una perdita di tempo, è un’assicurazione sulla serenità.
Ho sempre avuto una checklist mentale, ma in momenti di stress, l’ho messa nero su bianco. Una matita in più, una gomma di scorta, l’acqua, qualche snack energetico, la calcolatrice, i codici, i documenti d’identità, la convocazione…
Sembrano ovvietà, ma è proprio l’ovvio che a volte ci sfugge. Ho persino l’abitudine di controllare che la calcolatrice abbia le batterie cariche o che i codici siano aggiornati.
La sensazione di avere tutto sotto controllo, di non dover affrontare imprevisti legati alla distrazione, mi dava una sicurezza impagabile. È un piccolo gesto che fa un’enorme differenza.
Documenti e Regole: L’Ultimo Ripasso Burocratico
Non è il ripasso delle leggi, ma quello delle regole d’esame. Sembra banale, vero? Eppure, ho assistito a scene di panico per un documento dimenticato, per non aver letto le istruzioni sulla compilazione o per non aver compreso bene gli orari e le modalità di consegna.
La mattina dell’esame, mentre faccio colazione o mi vesto, rileggo per un’ultima volta la convocazione. Non tanto per il contenuto, quanto per assicurarmi di avere chiaro l’orario d’ingresso, il numero dell’aula, cosa è permesso portare e cosa no.
Questo mi evitava spiacevoli sorprese all’arrivo e mi permetteva di concentrarmi esclusivamente sulla prova. È un piccolo investimento di tempo che mi risparmiava un sacco di stress e mi metteva al riparo da ritardi o problematiche burocratiche che avrebbero potuto minare la mia concentrazione fin da subito.
La tranquillità di sapere di essere in regola con tutto è un vero e proprio booster per la fiducia in sé stessi.
| Elemento Essenziale | Controllo Mattutino | Note |
|---|---|---|
| Documento di Identità Valido | ✓ | Senza non si entra! |
| Convocazione d’Esame | ✓ | Rileggi orari e aula |
| Penne (almeno 2, blu o nere) | ✓ | Funzionanti e di scorta |
| Matite e Gomma | ✓ | Per bozze o appunti |
| Calcolatrice (non programmabile) | ✓ | Batterie cariche! |
| Codici e Testi di Legge (autorizzati) | ✓ | Verifica che non ci siano appunti |
| Acqua e Snack Energetico | ✓ | Piccola bottiglia e cibo leggero |
| Orologio da Polso | ✓ | Per gestire il tempo senza cellulare |
Dalla Porta di Casa all’Aula: Gestire il Tragito con Saggezza
Il Percorso e il Timing Perfetto
Ah, il tragitto! Quello che per molti è solo un “mezzo per arrivare”, per me era parte integrante della strategia pre-esame. Ho imparato, a mie spese, che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo: traffico inaspettato, un guasto ai mezzi pubblici, un errore di percorso.
Per questo motivo, calcolavo sempre un margine di tempo molto generoso. Non mi importava arrivare venti, trenta, o persino quarantacinque minuti prima: l’importante era eliminare ogni fonte di stress legata al tempo.
Non volevo ritrovarmi a correre, a sudare freddo, ad agitarsi per un ritardo che avrebbe potuto compromettere la mia lucidità. La mia filosofia era: meglio un po’ di attesa in tranquillità che un secondo di ansia da corsa contro il tempo.
Se andavo in macchina, controllavo il percorso la sera prima, magari anche con Google Maps, per avere un’idea chiara della strada e di eventuali alternative.
Se usavo i mezzi, verificavo gli orari e le eventuali interruzioni. È una pianificazione minuziosa, sì, ma è la base per la serenità.
Cosa Ascoltare (o non Ascoltare) Lungo la Strada
Durante il tragitto, molti si sentono in dovere di ripassare l’ultimo argomento, sfogliare gli appunti o ascoltare podcast a tema. Io, invece, ho scoperto che il silenzio, o una musica molto soft e rilassante, era la mia migliore alleata.
La mia mente era già satura di informazioni; aggiungere altro in quel momento avrebbe solo aumentato la confusione o la sensazione di non sapere abbastanza.
Preferivo concentrarmi sul respiro, osservare il paesaggio (se possibile) o semplicemente lasciare che la mente si svuotasse, preparandosi a ricevere le domande dell’esame.
A volte ascoltavo musica classica, altre volte semplicemente il rumore della città che si svegliava. L’obiettivo era arrivare alla sede d’esame con una mente fresca, riposata e pronta a performare, non con la testa già piena di formule e articoli che avrebbero potuto mescolarsi in un pasticcio confuso.
È una questione di fiducia nel lavoro fatto: se hai studiato, non è mezz’ora in più di ripasso che farà la differenza.
Respiro e Concentrazione: Piccoli Rituali per la Calma

Tecniche di Respirazione per Ansie Incombenti
Non importa quanto tu sia preparato o quanto tu abbia seguito tutti i miei consigli, l’ansia, quella piccola serpe velenosa, può sempre fare capolino.
E sapete qual è uno dei miei trucchi preferiti per tenerla a bada? La respirazione. Sembra semplice, quasi banale, ma è uno strumento potentissimo, sempre a nostra disposizione.
La mia tecnica preferita è la respirazione diaframmatica: inspiro lentamente contando fino a quattro, sentendo la pancia che si gonfia, trattengo il respiro per sette secondi, ed espiro lentamente per otto secondi, svuotando completamente i polmoni.
Ripeto questo ciclo per cinque o dieci minuti. L’ho usata in auto, in metropolitana, persino in bagno prima di entrare in aula. Non solo rallenta il battito cardiaco e abbassa la pressione, ma costringe la mente a concentrarsi sul respiro, distogliendola dai pensieri ansiogeni.
È una vera e propria pausa mentale, un reset che ti permette di riprendere il controllo in momenti di panico. Ti assicuro, fa miracoli.
Visualizzazione Creativa: Immaginare il Successo
Un altro rituale che mi ha sempre aiutato tantissimo è stata la visualizzazione. Mentre ero seduto in attesa, o nel mio momento di calma dopo la colazione, chiudevo gli occhi e mi immaginavo già seduto al banco d’esame, calmo, concentrato.
Mi visualizzavo mentre leggevo le domande, le capivo appieno, e rispondevo con sicurezza, scrivendo in modo chiaro e conciso. Mi vedevo persino consegnare l’elaborato con un sorriso, sentendomi soddisfatto del mio lavoro.
Non è magia, è il potere della mente. Quando visualizzi il successo, stai allenando il tuo cervello a crederci, a sentirsi a suo agio in quella situazione.
Inconsciamente, stai preparando il terreno per una performance positiva. È come un atleta che si immagina la vittoria prima della gara: non è un modo per illudersi, ma per rafforzare la fiducia e ridurre le barriera psicologiche.
E, fidatevi, funziona. È un piccolo esercizio che richiede pochi minuti, ma i benefici sono immensi.
Gli Ultimi Sguardi ai Materiali: Ripasso o Rilassamento?
Il Dilemma del Ripassino dell’Ultimo Minuto
Eccoci al bivio, miei cari lettori. Arrivati alla sede d’esame, magari con un po’ di anticipo, si apre il classico dilemma: è il momento di un ultimo, disperato ripasso?
Oppure è meglio lasciare che la mente si prepari in altro modo? La mia risposta, frutto di anni di osservazioni e di esperienze personali, è un sonoro “dipende”, ma con una forte propensione verso il rilassamento.
Vedete, se avete studiato a dovere, mezz’ora o un’ora in più di ripasso non vi darà conoscenze fondamentali che già non avete. Anzi, molto spesso, il ripasso dell’ultimo minuto si trasforma in una fonte di ansia: si inciampa su un concetto che non si ricorda bene, si pensa di aver dimenticato tutto, e il panico prende il sopravvento.
È un gioco pericoloso. Ho imparato che è molto più efficace fidarsi del proprio percorso, del lavoro fatto per mesi.
Cosa Fare Realmente negli Ultimi Minuti
Allora, cosa fare in quei preziosi ultimi minuti prima di entrare in aula? Personalmente, evitavo di confrontarmi con altri candidati su argomenti specifici.
Le discussioni pre-esame possono essere deleterie, perché le incertezze degli altri possono contagiare le nostre, o si rischia di sentire una nozione diversa che ci manda in confusione.
Preferivo trovare un angolo tranquillo, sedermi, chiudere gli occhi per qualche istante, fare qualche respiro profondo. Magari rileggere la convocazione per l’ennesima volta, solo per un check mentale, o dare un’occhiata superficiale all’indice dei codici che avrei utilizzato, giusto per familiarizzare con la struttura senza l’ansia di dover memorizzare.
L’obiettivo era mantenere la calma, conservare l’energia mentale e fisica per le ore successive, e riaffermare a me stesso la fiducia nella mia preparazione.
Questo mi permetteva di entrare in aula con una sensazione di controllo e serenità, pronto a dare il massimo, senza il peso di un’ansia pre-gara inutile e dannosa.
Entrare in Aula con Sicurezza: L’Atteggiamento Vincente
Il Linguaggio del Corpo Parla per Noi
Non è solo questione di quello che pensiamo, ma anche di come ci presentiamo, anche a noi stessi. Entrare in aula con le spalle curve, lo sguardo basso, quasi a volersi nascondere, è un messaggio che il nostro cervello riceve, e non è un messaggio di forza.
La mia strategia era sempre quella di entrare con un’andatura decisa, le spalle dritte, lo sguardo attento. Non per presunzione, ma per comunicare a me stesso (e, perché no, anche a chi mi osservava) che ero lì per un motivo, che ero preparato e fiducioso.
Cercavo il mio posto con calma, sistemavo i miei materiali sulla scrivania in modo ordinato. Ogni piccolo gesto contribuiva a costruire una bolla di sicurezza intorno a me.
Era un modo per dire: “Ok, l’attesa è finita. Sono qui, e sono pronto.” Questo atteggiamento non solo mi aiutava a gestire l’ansia, ma creava anche un ambiente mentale più favorevole alla concentrazione.
Il Primo Sguardo alla Prova: Leggere e Comprendere
Una volta seduti e una volta consegnato il plico, il primo impulso è spesso quello di buttarsi a capofitto nella lettura della prima domanda. Grave errore!
Ho imparato che i primi cinque, dieci minuti sono cruciali per la strategia. Invece di iniziare subito a scrivere, li dedicavo a una lettura attenta di *tutte* le domande, per capire la loro portata, i requisiti, i tempi stimati per ciascuna.
Mi facevo un’idea complessiva della prova, identificavo le domande che sentivo più nelle mie corde e quelle che mi sembravano più complesse. Stilavo un piccolo piano mentale: quale affrontare per prima, quale per ultima, quanto tempo dedicare a ciascuna.
Questo approccio strategico mi dava una sensazione di controllo e mi permetteva di iniziare a scrivere con una visione chiara, evitando di perdere tempo prezioso o di farmi prendere dal panico di fronte a una domanda inaspettata.
È un’investimento di tempo che ti ripaga con una maggiore efficienza e una maggiore serenità durante tutta la durata dell’esame.
Conclusioni Finali
Cari amici e futuri professionisti, spero davvero che questa mia lunga chiacchierata, intrisa delle mie esperienze e dei miei piccoli (ma efficaci!) segreti, vi sia stata d’aiuto. Ricordo ancora quel nodo allo stomaco prima di ogni prova, ma ho imparato col tempo che il vero successo non arriva solo dalla conoscenza, ma da una preparazione a 360 gradi che abbraccia mente, corpo e spirito. Non è un percorso facile, lo so bene, ma ogni passo che fate verso la consapevolezza di voi stessi e delle vostre capacità è un investimento prezioso. Fidatevi del lavoro che avete svolto con dedizione, credete nelle vostre forze e, soprattutto, affrontate il “grande giorno” con la serenità che deriva dall’aver fatto tutto il possibile. Quel respiro profondo, quel momento di calma, quella colazione pensata: sono tutti mattoncini che costruiscono la vostra fortezza interiore. E ricordate, ogni esame è una tappa, non la destinazione finale. In bocca al lupo, di cuore!
Consigli Utili per la Vita da Studente (e non Solo!)
1.
Conosci il tuo Campo di Battaglia: Visita il Luogo dell’Esame in Anticipo
Sembra una sciocchezza, lo so, ma quante volte mi sono sentito a disagio in un’aula sconosciuta, con la luce che mi infastidiva o il banco traballante! Se possibile, fate un sopralluogo qualche giorno prima. Scoprire dove si trova l’aula, il bagno più vicino, e persino dove parcheggiare (o la fermata dell’autobus/metro) può fare una differenza enorme. L’ignoto è una delle maggiori fonti di ansia, e familiarizzare con l’ambiente ridurrà drasticamente lo stress del giorno X. Non dovrete perdere tempo prezioso a orientarvi, e potrete focalizzare tutta la vostra energia sulla prova. È un piccolo gesto che ti regala un grande senso di controllo, e, credimi, la sensazione di “essere a casa” può darti una marcia in più proprio quando ne hai più bisogno. Personalmente, prima di un esame importante, facevo sempre una passeggiata intorno all’edificio, quasi a “marcare il territorio”, assorbendo l’atmosfera e rendendola meno estranea. Funziona, provare per credere!
2.
Pianifica i Momenti di Pausa come Fosse Parte dello Studio
Mi sono sempre detto che il cervello non è un muscolo che puoi spingere all’infinito senza conseguenze. Il vero segreto per mantenere alta la concentrazione, soprattutto in periodi di studio intenso, è pianificare le pause con la stessa serietà con cui pianifichi le sessioni di studio. Non si tratta di “perdere tempo”, ma di ricaricare le batterie. Io, ad esempio, usavo la tecnica Pomodoro, ma con un tocco personale: ogni 25-30 minuti di studio intenso, mi concedevo 5-10 minuti di pausa in cui *staccavo completamente*. Non controllavo il telefono, non pensavo all’esame. Magari facevo due passi, guardavo fuori dalla finestra, bevevo un bicchiere d’acqua. Ogni due ore, poi, mi regalavo una pausa più lunga, di 20-30 minuti, per fare un piccolo spuntino o ascoltare la mia musica preferita. Questo ritmo mi permetteva di studiare per ore senza mai sentirmi completamente esausto o demotivato. Ricorda, una mente fresca apprende e ricorda molto meglio di una mente sovraccarica e stressata. È la qualità del tempo, non la quantità, che fa la differenza!
3.
La Postura non è un Dettaglio: Migliora la Tua Concentrazione
Non avrei mai pensato che la postura potesse influenzare così tanto il mio stato mentale e la mia capacità di concentrazione, finché un giorno, durante un periodo di studio particolarmente intenso, ho iniziato ad accusare forti dolori alla schiena e al collo. Ho cercato consigli e ho scoperto che sedermi correttamente non solo alleviava il dolore, ma migliorava anche il flusso sanguigno al cervello e aumentava la mia attenzione. Ho iniziato a prestare molta attenzione a come stavo seduto: schiena dritta, piedi ben appoggiati a terra, spalle rilassate, monitor all’altezza degli occhi. Sembra un piccolo dettaglio, ma provare per credere! Anche durante l’esame, prendermi un momento per raddrizzare la schiena, fare un piccolo allungamento o muovere un po’ il collo, mi aiutava a resettare la mente e a ritrovare la lucidità. Non sottovalutare l’importanza di una buona sedia, di una scrivania all’altezza giusta e di qualche piccolo esercizio di stretching durante le pause. Il tuo corpo e la tua mente ti ringrazieranno, credimi!
4.
Crea il Tuo Spazio Sacro: L’Ambiente di Studio Ideale
Il mio angolo di studio, soprattutto nei periodi pre-esame, diventava un vero e proprio santuario. Ho imparato che l’ambiente in cui si studia influisce enormemente sulla produttività e sulla capacità di concentrazione. Per me, significava un luogo silenzioso, pulito, ben illuminato e con tutto l’occorrente a portata di mano (libri, appunti, cancelleria, acqua). Ma non solo: mi assicuravo che non ci fossero distrazioni visive o sonore. Il telefono era sempre in modalità “non disturbare” e lontano dalla mia vista. A volte, per isolarmi ancora di più, usavo delle cuffie a cancellazione di rumore, anche senza musica, solo per creare una bolla di silenzio. Un ambiente ordinato e privo di caos esterno mi permetteva di avere una mente più ordinata e focalizzata. E la sensazione di avere un proprio “spazio sicuro” dove potersi immergere completamente nello studio è impagabile. Non sottovalutate mai il potere del vostro ambiente sulla vostra performance. È come un atleta che si prepara in una pista perfetta: le condizioni esterne contano eccome!
5.
Celebra le Piccole Vittorie: Riconosci i Tuoi Sforzi Ogni Giorno
Quando si studia per un esame importante, è facile sentirsi sopraffatti dalla mole di lavoro e dimenticare i progressi fatti. Io ho imparato l’importanza di celebrare anche le più piccole vittorie quotidiane. Non intendo feste esagerate, ma un piccolo riconoscimento per aver completato un capitolo difficile, per aver risolto un esercizio ostico, o semplicemente per aver mantenuto la concentrazione per un’intera sessione. Questo potrebbe essere una passeggiata all’aria aperta, un episodio della tua serie preferita, una chiacchierata con un amico, o un piccolo dessert. Questi “premi” non solo ti danno una motivazione extra per continuare, ma ti aiutano anche a mantenere un atteggiamento positivo e a non sentirti schiacciato dal peso dello studio. È un modo per dire a te stesso: “Sto facendo un buon lavoro, e mi merito questo momento di relax.” Ricorda, la gratificazione è un potente motore, e riconoscere i tuoi progressi, giorno dopo giorno, è fondamentale per mantenere alta la fiducia in te stesso e per affrontare la sfida finale con la giusta energia.
Riepilogo dei Punti Essenziali per il Giorno dell’Esame
Allora, mettiamo un punto fermo su ciò che conta davvero per affrontare al meglio quel momento cruciale, il giorno dell’esame. Non è solo questione di quanto avete studiato, ma di come vi presentate a voi stessi e alla prova. La mia esperienza mi ha insegnato che la serenità mentale è il vostro alleato più prezioso. Assicuratevi un risveglio morbido, senza strappi, magari con una sveglia progressiva che vi prepari dolcemente alla giornata. La colazione non è un optional, ma un carburante strategico: scegliete cibi che vi diano energia costante e che non vi appesantiscano, evitando zuccheri rapidi che promettono picchi e regalano crolli. Non sottovalutate mai il potere di un “doppio controllo” su documenti, strumenti e tutto ciò che vi serve: l’ansia fa brutti scherzi, e sapere di avere tutto sotto controllo è una medicina potentissima. Calcolate il tragitto con un margine di tempo abbondante, preferendo la tranquillità di un arrivo anticipato al nervosismo della corsa contro il tempo. Infine, respirate. Concedetevi pochi minuti per tecniche di respirazione o visualizzazione creativa. Questi piccoli riti, apparentemente insignificanti, sono i pilastri della vostra fiducia. Entrate in aula con le spalle dritte, la mente lucida e la consapevolezza di aver fatto il vostro meglio. Ogni dettaglio conta, credetemi, per trasformare un giorno di tensione in un’opportunità per dimostrare il vostro valore.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Ripassare all’ultimo minuto o dedicarsi al relax? Qual è la strategia migliore per la mattina dell’esame?
R: Ah, la classica domanda da un milione di euro! Credetemi, ho provato entrambe le strategie nella mia carriera di studente e praticante. Ricordo un esame in cui, la notte prima, mi ero convinto che avrei dovuto ripassare ogni singola cosa e mi ritrovai all’alba con gli occhi che bruciavano e la mente annebbiata.
Il risultato? Non proprio brillante! La mia esperienza mi ha insegnato una cosa fondamentale: la mattina dell’esame, la vostra mente ha bisogno di chiarezza, non di un’ultima, frenetica abbuffata di nozioni.
Avete studiato per mesi, forse anni (e so quanto sia stato intenso questo percorso per l’Esame da Commercialista!). Affidatevi alla vostra preparazione.
Dedicatevi a un ripasso leggero, quasi una “scansione” mentale dei punti chiave o delle formule più ostiche, giusto per rassicurare la mente, ma senza l’ossessione di dover imparare qualcosa di nuovo.
Piuttosto, concentratevi su attività che vi diano serenità: una passeggiata breve, qualche esercizio di respirazione profonda, ascoltare musica rilassante.
L’obiettivo è arrivare in aula con la mente fresca e riposata, non esausta. È un po’ come un atleta prima della gara: non si allena fino all’ultimo secondo, ma si concentra sulla gestione delle energie e sulla preparazione mentale.
Voi siete i campioni della vostra materia, è tempo di credere in voi stessi!
D: Cosa dovrei mangiare per colazione e quali sono gli indispensabili da portare con me all’esame?
R: La colazione, miei cari, è il vostro carburante per la mente! E non parlo di strafogarsi di zuccheri che vi daranno una sferzata di energia per poi farvi crollare.
Personalmente ho scoperto che la scelta migliore è una colazione equilibrata che vi dia energia costante. Pensate a un buon cornetto e cappuccino, certo, ma magari accompagnateli con della frutta fresca, come una banana, o dei fiocchi d’avena con yogurt e frutta secca.
L’importante è che sia qualcosa che vi piaccia, ma che sia anche nutriente e facilmente digeribile. Evitate pasti pesanti o troppo ricchi di zuccheri semplici che possono provocare picchi glicemici e la temuta “nebbia” mentale.
Per quanto riguarda gli indispensabili da portare, ecco la mia lista “salva-esame”:
Documento d’identità valido e tessera sanitaria (non si sa mai!).
Diverse penne, preferibilmente blu o nere, e matite ben temperate. Non siate come me, che una volta mi presentai con una sola penna che si scaricò a metà prova!
Acqua, tanta acqua! Rimanere idratati è fondamentale per la concentrazione. Uno spuntino leggero e nutriente: una barretta ai cereali, della frutta secca o un frutto.
Ideale per le pause o per dare una scossa quando la stanchezza si fa sentire. Ovviamente, tutti i codici e i testi di legge che sono consentiti, ben aggiornati e magari con i vostri segnalibri (ma senza appunti!).
Verificate sempre le regole specifiche dell’esame! Una calcolatrice (se permessa e necessaria per le prove pratiche). Un orologio da polso (non sempre è visibile l’orologio in aula e il telefono sarà spento!).
Preparate tutto la sera prima, così la mattina potrete dedicarvi solo a voi stessi.
D: L’ansia è una brutta bestia! Come posso gestirla e mantenere la calma prima di entrare in aula?
R: L’ansia è una compagna indesiderata ma, ve lo assicuro, assolutamente normale prima di un esame così importante. Chiunque, anche il più preparato, sente quel pizzico allo stomaco!
Ricordo perfettamente la mia prima prova scritta: avevo la gola secca e il cuore a mille. Ma col tempo ho imparato a “domarla”. Il primo consiglio, e forse il più importante, è: accettatela!
Combatterla a tutti i costi spesso la rende solo più forte. Pensate che sia un segnale del vostro corpo che vi sta dicendo “questo è importante, sii pronto!”.
Una volta accettata, potete trasformarla in energia positiva. Ecco alcuni trucchi che hanno funzionato per me e che ho visto funzionare per tanti miei colleghi:
Respirazione Profonda: Sembra banale, ma fare qualche respiro lento e profondo, concentrandosi solo sull’aria che entra ed esce, può fare miracoli per abbassare il battito cardiaco e calmare la mente.
Fatelo in macchina, in fila, prima di varcare la soglia dell’aula. Visualizzazione Positiva: Chiudete gli occhi per un minuto e immaginatevi mentre svolgete l’esame con lucidità, rispondete con sicurezza e, alla fine, festeggiate il successo.
Questa tecnica, semplice ma potente, aiuta a spostare il focus dalla paura al risultato desiderato. Arrivate in Anticipo: L’ultima cosa di cui avete bisogno è correre e stressarvi per il traffico o trovare parcheggio.
Arrivare con largo anticipo vi permetterà di orientarvi, trovare l’aula, magari fare una breve passeggiata e acclimatarsi all’ambiente senza fretta. Mini-ritualità: Ognuno ha la sua.
Per me era riordinare gli appunti (senza ripassarli per l’ennesima volta, solo sistemarli!), per un mio amico era ascoltare una specifica playlist musicale che gli dava carica.
Trovate il vostro piccolo rituale che vi dia un senso di controllo e familiarità. Parola d’Ordine: “Ce l’ho fatta fin qui”: Ricordatevi tutto il percorso che avete fatto per arrivare a questo punto.
Non è un caso se siete lì, è il frutto di duro lavoro e sacrifici. Questa consapevolezza è una forza incredibile. Non siate troppo duri con voi stessi se sentite l’ansia.
È una reazione umana. L’importante è avere delle strategie per gestirla e ricordarsi che la vostra preparazione è il vostro scudo più forte. In bocca al lupo, futuri Commercialisti!
Sono fiducioso che ce la farete alla grande!






