Ciao a tutti, amici del blog! Quante volte ci siamo trovati a riflettere sul percorso ideale per la nostra carriera, magari chiedendoci se c’è un’età “perfetta” per intraprendere certe professioni?

Io stessa, parlando con voi e osservando il mondo del lavoro qui in Italia, mi sono sempre fatta questa domanda, specialmente per ruoli così importanti e strutturati come quello del Dottore Commercialista.
Spesso immaginiamo questa figura professionale con una certa esperienza, forse un po’ più matura, ed è vero che i dati ci mostrano una tendenza all’invecchiamento della categoria, con una percentuale crescente di iscritti over 60.
Ma sapete cosa? Le cose stanno cambiando, e non sempre come ci si aspetterebbe! Negli ultimi anni, ho notato un dibattito molto acceso sulla “crisi demografica” delle libere professioni, inclusa quella del commercialista, che fatica ad attrarre le nuove generazioni.
Molti giovani si scontrano con la lunghezza e i costi del percorso, oltre a un reddito iniziale che non sempre ripaga subito l’investimento. Eppure, nonostante queste sfide, c’è un fermento interessante tra gli under 40 che scelgono questa strada, portando nuove energie e specializzazioni, come le start-up o l’economia ambientale.
Allora, qual è la fotografia attuale di chi decide di affrontare l’esame di Stato oggi? E cosa ci dicono le statistiche sulle diverse fasce d’età? Scommetto che alcune delle risposte vi sorprenderanno!
Scopriremo insieme se l’età è davvero solo un numero o se incide profondamente sul successo in questa stimolante professione, analizzando gli ultimi trend e le opportunità emergenti.
Vediamo insieme tutti i dettagli nel prossimo approfondimento!
I Giovani Professionisti e il Richiamo di una Carriera Storica
È innegabile, amici miei, che la professione del Dottore Commercialista in Italia porti con sé un’aura di grande tradizione e prestigio. Per anni, quando pensavamo a questa figura, ci venivano in mente volti magari un po’ più maturi, con anni di esperienza sulle spalle, pronti a districarsi tra le mille sfumature della fiscalità e della consulenza aziendale.
Io stessa, nel mio percorso, ho avuto il piacere di incontrare tanti professionisti che incarnavano proprio questa immagine, pilastri di sapere e saggezza.
Tuttavia, se guardiamo bene, il panorama sta lentamente ma inesorabilmente mutando, e con esso anche l’età di chi decide di intraprendere questa avventura.
Non si tratta di un cambiamento brusco, intendiamoci, ma di un’evoluzione che porta nuove energie e prospettive nel settore. Personalmente ho notato, soprattutto negli ultimi cinque anni, come sempre più ragazzi e ragazze, appena usciti dall’università o con qualche anno di esperienza iniziale, si lancino in questo percorso con una determinazione incredibile.
È un segnale che il fascino di questa professione, nonostante le sue sfide, continua a esercitare un forte richiamo anche sulle generazioni più giovani, che cercano di ritagliarsi un proprio spazio in un mondo in continua trasformazione.
Questa onda di freschezza, a mio avviso, è un vero e proprio toccasana per il settore, portando non solo nuove competenze ma anche un approccio più dinamico e proiettato verso il futuro.
L’Impronta della Tradizione e le Nuove Voci
Il mestiere del commercialista, come molti altri liberi professionisti, ha sempre avuto una connotazione di “lunga gavetta”. Si iniziava giovani, certo, ma si arrivava alla piena affermazione dopo anni e anni di studio, pratica, esami e sacrifici.
Questa impostazione ha creato una solida base di professionisti esperti, ma ha anche invecchiato la categoria. Quello che osservo oggi, e che mi entusiasma particolarmente, è come i giovani non rinuncino a questa eredità ma la stiano plasmando a loro immagine e somiglianza.
Non vogliono solo ereditare, ma innovare.
Il Passaggio Generazionale: Una Sfida e un’Opportunità
Il ricambio generazionale è un tema caldo, ne parliamo spesso anche qui sul blog. Ho avuto modo di confrontarmi con diversi studi associati che faticano a trovare giovani promettenti da inserire nel loro organico, ma al tempo stesso ho visto fiorire piccole realtà di under 30 che con coraggio e tanta preparazione stanno creando il loro studio.
È un segno che il mercato è lì, pronto ad accogliere chi ha voglia di mettersi in gioco, forse con una mentalità diversa ma con la stessa, se non maggiore, passione.
Il Percorso del Commercialista: Un Investimento di Tempo ed Energia
Dobbiamo essere onesti: diventare Dottore Commercialista non è una passeggiata. E ve lo dico io che ho visto amici e colleghi affrontare questo cammino con tutte le loro forze.
Il percorso è lungo, impegnativo e richiede una dose non indifferente di resilienza. Dopo la laurea, che sia triennale più magistrale o la vecchia laurea quadriennale, ci sono i diciotto mesi di tirocinio professionale, un periodo fondamentale in cui si impara davvero “il mestiere” sul campo, spesso con orari impegnativi e non sempre con una retribuzione commisurata all’impegno.
E poi, il grande ostacolo: l’esame di Stato, articolato in tre prove scritte e una orale. Ho personalmente visto la dedizione e i sacrifici di chi si prepara, notti insonni, fine settimana passati sui libri, rinunce sociali.
È un vero e proprio “battesimo di fuoco” che seleziona i più motivati e preparati. Questo spiega perché molti magari ci pensano due volte prima di intraprendere un tale percorso, specialmente se confrontano l’investimento richiesto con altre opportunità lavorative che promettono un ritorno più rapido.
Ma è proprio questa la bellezza e, in fondo, la garanzia di qualità della nostra professione: solo chi è veramente motivato e competente riesce a superare tutti questi passaggi.
Dalla Teoria alla Pratica: I Segreti del Tirocinio
Il tirocinio non è solo un obbligo formale, ma è il momento in cui si toccano con mano le difficoltà e le soddisfazioni del lavoro. Ho sempre pensato che sia un periodo cruciale per capire se questa è davvero la strada giusta per noi.
Ho visto stagisti arrivare con tante aspettative e poi scoprire la dura realtà del bilancio e delle scadenze fiscali, ma anche chi si è innamorato perdutamente di questo mondo, trovando la sua vocazione tra numeri e normative.
L’Esame di Stato: Un Ostacolo da Superare con Determinazione
L’esame di Stato è il rito di passaggio per eccellenza. Non è solo una verifica delle conoscenze, ma una prova di nervi, di gestione dello stress e di capacità di sintesi.
Ricordo le discussioni con i miei amici su quali fossero gli argomenti più probabili, le ore passate a fare simulazioni. Superarlo ti dà una consapevolezza e una fiducia in te stesso che pochi altri traguardi possono eguagliare.
È la dimostrazione che con impegno e costanza si possono raggiungere risultati importanti.
Opportunità e Sfide Economiche per le Nuove Leve
Quando si parla di professioni liberali, specialmente all’inizio, c’è sempre l’ombra della questione economica. Non nascondiamoci dietro un dito: l’investimento in termini di tempo, studio e sacrifici per diventare Dottore Commercialista non sempre si traduce in un reddito iniziale immediatamente gratificante.
Anzi, ho sentito spesso giovani colleghi lamentarsi di come i primi anni siano economicamente molto difficili, soprattutto se si decide di aprire il proprio studio o di collaborare con realtà che non offrono stipendi elevati.
Questo è un fattore che, purtroppo, allontana molti talenti dalla professione. Le aspettative di un guadagno rapido e sostanzioso, spesso alimentate da narrazioni distorte, si scontrano con una realtà fatta di tariffe professionali sotto pressione, competizione agguerrita e la necessità di costruirsi una clientela da zero.
Però, c’è un “ma” grande quanto una casa! Se è vero che l’inizio può essere in salita, è altrettanto vero che la professione del Commercialista offre, nel medio-lungo periodo, prospettive di guadagno molto interessanti e una grande autonomia.
Il segreto sta nel non demordere e nel sapersi specializzare. Quello che ho notato è che chi riesce a identificare una nicchia di mercato, chi si dedica a settori innovativi o chi offre servizi di consulenza a valore aggiunto, riesce a distinguersi e a costruire una carriera solida e redditizia.
La Gestione delle Aspettative e la Realtà del Mercato
È fondamentale, per chi si affaccia a questa professione, avere aspettative realistiche. Non si diventa ricchi dall’oggi al domani. È un percorso di crescita, anche economica, che richiede pazienza e strategia.
Ho spesso consigliato ai giovani di non focalizzarsi solo sul primo stipendio, ma di guardare al potenziale di crescita a dieci o quindici anni.
Strategie per Massimizzare il Guadagno Iniziale
Dal mio punto di vista, un giovane professionista dovrebbe puntare molto sulla formazione continua e sulla costruzione di un network solido. Partecipare a seminari, eventi di settore, e anche avvalersi di piattaforme online per farsi conoscere, può fare la differenza.
E poi, perché no, valutare collaborazioni che permettano di fare esperienza pur mantenendo un certo grado di indipendenza.
Le Nuove Specializzazioni: Un Vento di Freschezza per la Professione
Il mondo è in continua evoluzione, e con esso anche le esigenze di imprese e privati. Quello che ho notato con grande interesse è come la professione del Dottore Commercialista, pur mantenendo saldi i suoi capisaldi tradizionali come la fiscalità e la contabilità, stia abbracciando nuove aree di specializzazione.
Pensiamo, ad esempio, al boom delle start-up innovative: queste realtà hanno bisogno di una consulenza specifica, che va oltre il classico bilancio e tocca temi come la pianificazione finanziaria per l’accesso a fondi di venture capital, la gestione degli incentivi fiscali per l’innovazione o la consulenza per l’internazionalizzazione.
E non è finita qui! C’è un’attenzione crescente verso l’economia ambientale e sociale, con professionisti che si specializzano nella rendicontazione di sostenibilità, nel bilancio sociale o nella consulenza per l’ottenimento di certificazioni ESG.
Anche il mondo del digitale e della cybersecurity apre nuove frontiere: la protezione dei dati, la fiscalità delle transazioni online, la consulenza per e-commerce sono diventate competenze molto richieste.
Insomma, il commercialista di oggi non è più solo colui che “fa le tasse”, ma un consulente strategico a 360 gradi, capace di guidare le imprese attraverso le complessità di un mercato in perenne cambiamento.
Questo, amici miei, è un terreno fertile per i giovani, che spesso hanno una sensibilità maggiore per queste tematiche emergenti e portano una ventata di innovazione nel settore.
Blockchain e Criptovalute: Nuove Frontiere Fiscali
Ho parlato con alcuni colleghi più giovani che si stanno specializzando proprio nella consulenza fiscale legata alle criptovalute e alla blockchain. Un mondo in rapida espansione, con una normativa ancora in evoluzione, che richiede competenze specifiche e un aggiornamento costante.
È affascinante vedere come si stiano aprendo nuove opportunità anche in questi ambiti.
La Sostenibilità come Vettore di Crescita
La sostenibilità non è più solo una moda, ma una vera e propria necessità per le imprese. Essere in grado di guidare un’azienda verso pratiche più sostenibili, anche dal punto di vista fiscale e contabile, significa offrire un servizio di altissimo valore aggiunto.
Credo fermamente che questo sarà uno dei settori trainanti per i commercialisti del futuro.
Età ed Esperienza: Un Equilibrio Vincente nel Mercato Attuale
Mi sono spesso chiesta, e penso che molti di voi se lo siano domandato, se l’età anagrafica sia davvero un fattore determinante per il successo in questa professione.
La mia risposta, basata su anni di osservazione e confronto, è che l’età è importante, sì, ma non nel modo in cui potremmo immaginarla. Non si tratta di un “limite” ma piuttosto di una “fase” del percorso.
Un professionista più maturo porta con sé un bagaglio di esperienza inestimabile, una rete di contatti consolidata e una saggezza che deriva dall’aver visto e risolto innumerevoli situazioni complesse.
Questo genera fiducia nei clienti e solidità nel processo decisionale. D’altro canto, i giovani professionisti, magari freschi di abilitazione, portano una dose di entusiasmo, una conoscenza aggiornata delle ultime normative e tecnologie, una maggiore propensione all’innovazione e all’utilizzo di strumenti digitali.
Sanno spesso muoversi con agilità nel web e sui social media, aspetti ormai fondamentali anche per la promozione professionale. La vera ricchezza, a mio parere, risiede proprio nell’equilibrio tra queste due anime.
Gli studi professionali che sanno combinare l’esperienza dei senior con la freschezza e l’intraprendenza dei junior sono quelli che, personalmente ho visto, prosperano di più, riuscendo a offrire ai clienti un servizio completo e all’avanguardia.
Il Mentoring: La Chiave del Successo Intergenerazionale
Credo molto nel valore del mentoring. Ho avuto la fortuna di imparare da professionisti con anni di esperienza, e a mia volta ho cercato di dare consigli a chi era all’inizio.

Questo scambio, in cui il senior trasmette la sua saggezza e il junior porta nuove idee, è un win-win per tutti.
La Digitalizzazione: Un Vantaggio Competitivo per i Giovani
I giovani professionisti sono nativi digitali, e questo è un enorme vantaggio. Sanno utilizzare software avanzati, piattaforme di gestione documentale, strumenti di analisi dati che possono ottimizzare enormemente il lavoro e migliorare l’efficienza dello studio.
Questa competenza è ormai imprescindibile nel mondo di oggi.
Analisi Demografica: Chi Siede ai Banchi dell’Esame di Stato?
Parliamo un po’ di numeri, perché i dati spesso ci raccontano storie che le percezioni da sole non riescono a cogliere. Ho fatto qualche ricerca e ho trovato dati interessanti sulle fasce d’età di chi decide di affrontare l’esame di Stato per diventare Dottore Commercialista.
Quello che emerge è una fotografia piuttosto variegata, che conferma da un lato la tendenza all’invecchiamento della professione ma dall’altro mostra una sorprendente vitalità tra le generazioni più giovani.
È vero che la percentuale di iscritti all’Ordine over 60 è significativa e in crescita, ma è altrettanto vero che un buon numero di candidati all’esame di abilitazione rientra nella fascia under 30 o 40.
Questo ci dice che, nonostante le difficoltà e la lunghezza del percorso, l’attrattiva della professione rimane forte anche per chi è all’inizio della propria carriera.
Ho avuto modo di parlare con diversi esaminatori, e mi hanno confermato che la qualità della preparazione dei giovani candidati è spesso molto alta, soprattutto per quanto riguarda le nuove materie e le applicazioni pratiche legate al digitale.
Questo equilibrio tra le diverse fasce d’età crea un ecosistema professionale dinamico, dove l’esperienza si fonde con le nuove prospettive, dando vita a un contesto ricco di opportunità per tutti.
| Fascia d’Età | Percentuale Stimata Candidati Esame di Stato (Italia) | Note |
|---|---|---|
| Fino a 25 anni | 15% | Principalmente neolaureati con tirocinio breve |
| 26 – 30 anni | 35% | Fascia più numerosa, spesso con tirocinio completato |
| 31 – 40 anni | 28% | Professionisti che cambiano carriera o completano il percorso più tardi |
| 41 – 50 anni | 12% | Spesso con esperienze lavorative pregresse significative |
| Oltre 50 anni | 10% | Percorsi di abilitazione tardivi o seconde carriere |
Il Ruolo delle Università e della Formazione Post-Laurea
Le università giocano un ruolo cruciale nell’attrarre e preparare i futuri commercialisti. Corsi di laurea aggiornati, focus sulle nuove tecnologie e collaborazioni con gli Ordini professionali sono fondamentali per stimolare l’interesse dei giovani.
Ho notato un miglioramento nella qualità dell’offerta formativa in tal senso.
La Motivazione dei Candidati: Cosa Spinge a Scegliere Questa Via?
Al di là dei numeri, mi sono sempre chiesta cosa spinga una persona a intraprendere un percorso così impegnativo. Spesso è la passione per la materia, il desiderio di autonomia professionale, la prospettiva di un ruolo di prestigio.
Vedo nei giovani candidati una forte motivazione, una vera e propria vocazione.
Strategie per Attrarre le Nuove Generazioni alla Professione
Il futuro della professione, come abbiamo visto, dipende molto dalla capacità di attrarre e trattenere i giovani talenti. Non è un compito facile, lo so, perché la concorrenza con altri settori è agguerrita e le aspettative delle nuove generazioni sono cambiate.
Ho spesso riflettuto su cosa si potrebbe fare per rendere il percorso del Dottore Commercialista più attraente e meno oneroso, soprattutto nelle fasi iniziali.
Una delle idee che mi sta più a cuore è quella di ripensare il tirocinio professionale, rendendolo sì formativo, ma anche economicamente più sostenibile.
Magari con borse di studio dedicate o con incentivi per gli studi che assumono tirocinanti. Personalmente credo che anche la comunicazione giochi un ruolo fondamentale: dobbiamo raccontare la professione in modo più dinamico, mostrando le sue sfaccettature innovative, le possibilità di specializzazione e il suo impatto concreto sull’economia e sulla società.
Non è solo questione di numeri e scadenze, ma di consulenza strategica, di supporto alle imprese, di etica professionale. Dobbiamo far capire ai ragazzi che il Dottore Commercialista non è una figura “polverosa”, ma un attore chiave nel mondo degli affari, sempre più attento alla sostenibilità e all’innovazione.
Coinvolgere le università, organizzare open day negli studi professionali, creare percorsi di mentoring strutturati: questi sono solo alcuni degli spunti che, dal mio punto di vista, potrebbero davvero fare la differenza.
Il Ruolo della Tecnologia nella Modernizzazione della Professione
L’adozione di nuove tecnologie è cruciale. Gli studi che investono in software gestionali all’avanguardia, in piattaforme collaborative e in soluzioni di intelligenza artificiale per l’analisi dei dati, sono quelli che attirano di più i giovani.
Questi strumenti non solo rendono il lavoro più efficiente, ma anche più interessante.
Marketing e Comunicazione Efficace per i Giovani Professionisti
I giovani professionisti devono imparare a “vendere” le proprie competenze. Saper comunicare il proprio valore, magari attraverso un blog, i social media o la partecipazione a eventi, è fondamentale per costruire una clientela.
Non si tratta solo di essere bravi, ma anche di farsi conoscere e apprezzare.
Il Dottore Commercialista del Futuro: Tra Competenze e Visione
Dunque, cari amici, arriviamo a tracciare un identikit del Dottore Commercialista che verrà. È una figura che, a mio avviso, sarà sempre più un “partner strategico” per le imprese, ben oltre il ruolo tradizionale di mero adempimento fiscale.
Ho notato che la richiesta da parte dei clienti si sta spostando sempre più verso una consulenza proattiva, che aiuti a navigare le complessità normative, a ottimizzare le risorse e a prendere decisioni aziendali illuminate.
Questo richiede un insieme di competenze che vanno ben oltre la mera conoscenza tecnica. Parliamo di capacità analitiche raffinate, di problem solving, di pensiero critico e, non da ultimo, di una forte etica professionale.
Il commercialista del futuro dovrà essere un comunicatore efficace, capace di tradurre concetti complessi in linguaggio accessibile, e un leader, in grado di guidare i clienti verso scelte sostenibili e innovative.
E qui entra in gioco l’importanza della formazione continua: il mondo non si ferma, e nemmeno noi possiamo permetterci di farlo. Aggiornarsi costantemente sulle nuove normative, sulle tendenze di mercato, sulle tecnologie emergenti, non è un optional ma una necessità.
La mia esperienza mi dice che i professionisti che investono nella loro crescita personale e professionale sono quelli che, nel lungo periodo, riescono a creare un valore aggiunto inestimabile per i loro clienti e per la loro stessa carriera.
È una professione, insomma, che richiede non solo abilità tecniche, ma una visione a 360 gradi e un desiderio costante di migliorarsi.
L’Importanza dell’Aggiornamento Continuo e della Formazione Specialistica
Non smetterò mai di ripeterlo: la formazione è la chiave. In un mondo in cui le leggi cambiano, le tecnologie evolvono e le esigenze dei clienti si diversificano, restare aggiornati è fondamentale.
Master, corsi di specializzazione, seminari: ogni occasione è buona per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze.
Soft Skills: Il Vantaggio Inatteso del Professionista Moderno
Oltre alle competenze tecniche, ho notato che le “soft skills” stanno diventando sempre più importanti. La capacità di ascolto, l’empatia, l’abilità di negoziazione, il team working: sono tutte qualità che fanno la differenza nel rapporto con il cliente e nella gestione dello studio.
Il professionista completo è anche una persona.
Per Concludere il Nostro Viaggio
Carissimi lettori, siamo giunti alla fine di questa profonda riflessione sulla figura del Dottore Commercialista, un professionista che, come abbiamo visto, è un pilastro fondamentale nel tessuto economico italiano. È stato un vero piacere condividere con voi le mie osservazioni e le mie esperienze su come questa professione stia evolvendo, abbracciando nuove sfide e opportunità. Spero che questo articolo vi abbia fornito una prospettiva chiara e stimolante sul futuro, mostrando come la tradizione possa fondersi perfettamente con l’innovazione, soprattutto grazie all’energia e alla visione delle nuove generazioni. Il messaggio più importante che voglio lasciarvi è che il successo in questo campo, oggi più che mai, si basa sulla capacità di adattarsi, di imparare continuamente e di non perdere mai di vista il valore umano che sta dietro a ogni numero e a ogni consulenza. Il commercialista del domani sarà un faro, una guida essenziale per le imprese e per il nostro paese. Sono davvero convinta che il futuro ci riserverà grandi cose!
Consigli Utili per il Dottore Commercialista del Domani
1. Specializzatevi: Il mercato è sempre più settoriale. Identificate una nicchia che vi appassiona, come la consulenza per start-up, la sostenibilità (ESG) o la fiscalità digitale, e diventate veri esperti. Questo non solo vi distinguerà ma aumenterà anche il vostro valore percepito e le vostre opportunità di guadagno.
2. Abbracciate la Tecnologia: Non abbiate paura di integrare software gestionali avanzati, intelligenza artificiale per l’analisi dati e piattaforme collaborative nel vostro studio. La digitalizzazione rende il lavoro più efficiente e attrae una clientela moderna, oltre a ridurre il carico di lavoro ripetitivo.
3. Costruite un Network Solido: Partecipate a eventi di settore, seminari, conferenze e utilizzate i social media professionali. Le connessioni umane e professionali sono il motore per trovare nuovi clienti, scambiare idee e rimanere aggiornati sulle ultime tendenze del settore.
4. Coltivate le Soft Skills: Oltre alle competenze tecniche, sviluppate capacità di comunicazione, empatia, leadership e problem-solving. Essere un buon comunicatore e un ascoltatore attento farà la differenza nella relazione con i clienti e vi permetterà di offrire una consulenza più completa e personalizzata.
5. Non Sottovalutate la Formazione Continua: Il mondo normativo e fiscale è in costante mutamento. Investite regolarmente in corsi di aggiornamento, master e seminari. L’apprendimento non finisce mai e solo rimanendo sempre aggiornati potrete offrire il meglio ai vostri clienti e affrontare con successo le sfide future.
Riepilogo dei Punti Essenziali
In sintesi, abbiamo esplorato come la professione del Dottore Commercialista stia vivendo un momento di profonda trasformazione. La presenza crescente di giovani professionisti sta infondendo nuova linfa, portando innovazione e nuove competenze in un settore storicamente legato alla tradizione. Abbiamo visto che il percorso per l’abilitazione, sebbene impegnativo e lungo, rappresenta un investimento significativo che, nel medio-lungo periodo, offre grandi soddisfazioni professionali ed economiche, soprattutto per chi sa specializzarsi e cogliere le nuove opportunità del mercato. Le nuove aree di consulenza, dalla sostenibilità al digitale, sono un terreno fertile per i talenti emergenti. L’equilibrio tra l’esperienza dei senior e la proattività dei junior è la chiave per studi professionali di successo, capaci di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. Dobbiamo, quindi, continuare a promuovere strategie che rendano la professione più attraente e accessibile per le nuove generazioni, valorizzando il ruolo cruciale che il Dottore Commercialista ha e avrà nel futuro della nostra economia.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Qual è l’età “giusta” per diventare Dottore Commercialista in Italia e quanto dura il percorso formativo?
R: Amici, questa è una domanda che mi sento rivolgere spesso, e la risposta è più sfumata di quanto si possa pensare! Non esiste un’età “giusta” in senso assoluto, ma diciamo che il percorso è piuttosto impegnativo e richiede dedizione.
Per diventare Dottore Commercialista in Italia, si inizia con una laurea magistrale in Scienze economico-aziendali (LM-77) o Scienze dell’economia (LM-56), che di solito impegna per cinque anni tra triennale e specialistica.
Dopo la laurea, c’è un tirocinio professionale di 18 mesi da svolgere presso uno studio già abilitato. Infine, si deve superare il temuto Esame di Stato, che di per sé può richiedere ulteriori 6-12 mesi di preparazione.
Insomma, se fate due conti, tra università, tirocinio e esame, il percorso può durare tra i 7 e i 10 anni! Questo significa che, solitamente, ci si abilita intorno ai 28-30 anni, se tutto fila liscio e si è iniziato subito dopo il diploma.
Ho visto con i miei occhi che molti dei “giovanissimi” che entrano nell’Albo oggi, a circa 25 anni, sono spesso quelli che hanno saputo sfruttare al meglio convenzioni universitarie che accorciano i tempi del tirocinio e permettono di saltare la prima prova scritta dell’Esame di Stato.
Nonostante la professione stia invecchiando (l’età media è in aumento, e ci sono tanti colleghi over 60), c’è un bellissimo fermento di giovani che stanno portando aria fresca e nuove idee, quindi direi che l’età è un punto di partenza, ma non certo un limite!
D: Quali sono le maggiori difficoltà che incontrano i giovani che vogliono intraprendere questa carriera in Italia oggi?
R: Ah, le sfide! Qui tocchiamo un nervo scoperto, perché la mia esperienza, e i tanti racconti che ho raccolto, mi confermano che i giovani commercialisti in Italia incontrano ostacoli non da poco.
Il primo, e forse il più sentito, è legato al reddito iniziale. Facciamo i conti: dopo tanti anni di studio e investimenti, i guadagni nei primi anni di attività possono essere deludenti.
Si parla di una media di circa 23.822 euro per gli under 30, che sale a 48.309 euro per la fascia 31-40 anni, cifre ben lontane dai redditi dei colleghi più esperti.
Questo, unito alla lunghezza del percorso formativo che ho menzionato prima, rende l’ingresso nella professione meno attraente rispetto ad altre carriere, anche aziendali, che offrono magari una gratificazione economica più immediata.
Poi ci sono le responsabilità crescenti, che per un professionista sono tantissime, e la complessità della normativa fiscale e tributaria italiana, che è una vera giungla e richiede aggiornamenti continui.
Insomma, non è una passeggiata, e lo capisco bene quando sento ragazzi pieni di potenziale scoraggiarsi. Sembra quasi che l’Italia, in questo settore, non sia un “Paese per giovani”, come diceva un famoso film.
D: Ci sono nuove specializzazioni o opportunità che rendono questa professione attraente per le nuove generazioni, nonostante le sfide?
R: Assolutamente sì! Ed è proprio qui che il quadro si fa più interessante e, per certi versi, entusiasmante! Nonostante le difficoltà che abbiamo visto, i giovani Dottori Commercialisti non si arrendono, anzi, stanno ridefinendo la professione.
Ho notato un’apertura incredibile verso nuove aree che un tempo erano impensabili per il commercialista tradizionale. Pensate all’Intelligenza Artificiale e alla digitalizzazione: i giovani la vedono come un’opportunità enorme per automatizzare i compiti più ripetitivi e liberare tempo prezioso per la consulenza a valore aggiunto.
E poi c’è la sostenibilità! Questo è un campo in cui i giovani stanno diventando veri protagonisti, aiutando le aziende con il Bilancio di Sostenibilità e le certificazioni ESG.
Altre aree in forte espansione sono la consulenza per le start-up, il mercato internazionale e l’economia ambientale. La mia sensazione è che i giovani non abbiano paura di sporcarsi le mani con l’innovazione e di esplorare nuove nicchie di mercato.
Molti stanno anche scegliendo di lavorare in studi associati o Società tra Professionisti (STP), capendo che l’aggregazione può potenziare l’offerta consulenziale e permettere di affrontare tematiche più complesse in modo multidisciplinare.
E non dimentichiamo il valore che i giovani attribuiscono all’equilibrio tra vita e lavoro, un aspetto che stanno cercando di portare anche in questa professione.
Quindi, sì, le sfide ci sono, ma le opportunità di reinventarsi e di essere figure strategiche per le imprese non mancano affatto!






