Lo Stipendio Iniziale del Commercialista in Italia: Non Immagineresti Mai Questi Numeri

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Ciao a tutti, cari amici e futuri professionisti del mondo fiscale e contabile! Oggi voglio affrontare un tema che so stuzzica la curiosità di tanti di voi, specialmente di chi sta per affacciarsi a una carriera nel nostro affascinante Paese: quanto si guadagna all’inizio come Dottore Commercialista o Revisore Legale?

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Ricordo benissimo le domande che mi frullavano in testa durante il mio percorso di studi, e fidatevi, la retribuzione è una di quelle che occupa sempre i primi posti.

Il percorso per diventare Commercialista o Revisore, tra università, praticantato ed esame di Stato, è impegnativo, lo sappiamo, ma le soddisfazioni, anche economiche, possono essere notevoli.

È un settore in costante movimento, con nuove sfide e opportunità che emergono di continuo, soprattutto con l’avanzare delle tecnologie e la crescente complessità normativa.

Ho visto con i miei occhi come una buona specializzazione e la voglia di non fermarsi mai possano fare la differenza fin dai primi anni. Negli ultimi tempi, abbiamo notato una ripresa e una stabilizzazione dei redditi per chi entra in questo campo, con valori che variano non poco a seconda della città e dello studio.

Se siete pronti a scoprire cifre, tendenze e qualche chicca per massimizzare i vostri guadagni fin da subito, allora non vi resta che approfondire l’argomento!

Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

Il primo passo nel mondo del lavoro: aspettative e la dura realtà del praticantato

Il momento in cui si inizia il praticantato è carico di entusiasmo, ma spesso la questione economica può essere una doccia fredda. Ricordo quando, appena uscito dall’università con il mio bel voto, pensavo di trovare subito cifre da capogiro, e invece ho dovuto fare i conti con la realtà.

In Italia, il praticante dottore commercialista o revisore legale può aspettarsi una retribuzione che varia parecchio, e non sempre è elevatissima. Parliamo di una media che si aggira intorno ai 600 euro al mese durante il tirocinio vero e proprio, anche se alcune statistiche indicano un range annuo tra i 7.000 e i 19.500 euro.

Certo, sembra un divario notevole, ma dipende molto dallo studio, dalla città e dalla capacità di “farsi valere” fin da subito. È un periodo di grande investimento su sé stessi, dove l’apprendimento e l’acquisizione di competenze sono il vero guadagno, anche se la pancia a volte brontola.

È fondamentale vedere il praticantato non come un mero periodo di attesa, ma come un trampolino di lancio per costruire le basi di una carriera solida.

La retribuzione durante il praticantato: un investimento sul futuro

Quando si parla di praticantato, la parola “stipendio” a volte suona quasi un eufemismo, lo so per esperienza! La verità è che in questa fase, la priorità è accumulare quanta più esperienza possibile.

Ho amici che hanno accettato praticantati con rimborsi spese simbolici pur di entrare in studi prestigiosi o specializzati, e nel lungo termine si è rivelata una mossa vincente.

Un praticante commercialista in Italia, in media, percepisce circa 1.622 euro al mese, ma questa cifra può scendere fino a 600 euro mensili per i tirocini o salire leggermente a seconda del contesto.

Per i revisori junior, la situazione è simile, con stime che parlano di circa 1.750 euro al mese o tra 25.000 e 35.000 euro lordi annui per le posizioni entry-level.

Non è certo il momento di pensare a grandi lussi, ma di concentrarsi sulla crescita professionale e sull’apprendimento, perché le competenze che si acquisiscono adesso sono il vero capitale che frutterà domani.

Ogni documento analizzato, ogni cliente seguito, ogni pratica imparata è un mattoncino che aggiungi alla tua futura autonomia e al tuo potenziale di guadagno.

Le differenze tra studi professionali: dal piccolo studio al grande network

Una cosa che ho imparato presto è che non tutti gli studi sono uguali, e questo si riflette anche sulle prime retribuzioni. Un piccolo studio, magari quello di famiglia o di un singolo professionista, potrebbe offrire meno in termini monetari all’inizio, ma compensare con un’esposizione a 360 gradi a tutte le sfaccettature della professione e un rapporto più diretto con il titolare.

Ricordo quando in un piccolo studio ho avuto la possibilità di seguire l’intero processo di gestione di un cliente, cosa che in un grande network sarebbe stata impensabile per un praticante.

D’altra parte, i grandi network e le società di revisione internazionali tendono a offrire pacchetti retributivi iniziali più strutturati e, spesso, più consistenti, a volte tra i 18.000 e i 36.000 euro lordi annui per un praticante.

Qui l’organizzazione è impeccabile, i processi standardizzati e le opportunità di formazione interna sono enormi, ma potresti trovarti a fare un lavoro più settorializzato per un periodo più lungo.

La scelta dipende molto dalle tue aspirazioni: vuoi una base ampia o una specializzazione precoce?

I pilastri del tuo stipendio iniziale: cosa fa la differenza

Ci sono diversi fattori che influenzano in maniera significativa quanto ti ritroverai in busta paga all’inizio della tua carriera. Non si tratta solo di “essere bravo” – anche se quello è il punto di partenza imprescindibile, ovviamente!

Ho visto colleghi con competenze simili avere retribuzioni diverse semplicemente per la città in cui lavoravano o per la nicchia di mercato che avevano scelto.

È un po’ come un gioco di incastri, dove ogni tassello conta. L’esperienza, la specializzazione e la sede geografica sono tra i più importanti. Ad esempio, un commercialista con 1-3 anni di esperienza può aspettarsi tra i 1.200 e i 1.800 euro netti al mese se dipendente, ma un libero professionista alle prime armi può fatturare fino a 1.500 euro netti al mese con un buon giro di clienti.

Insomma, è bene essere consapevoli di questi elementi fin da subito per orientare al meglio le proprie scelte.

L’importanza della sede geografica: Nord vs. Sud

Ah, la questione annosa! Nord contro Sud, un classico intramontabile anche per i nostri stipendi. E purtroppo, devo confermarvi che le differenze sono ancora molto marcate.

Le statistiche parlano chiaro: al Nord Italia, le retribuzioni medie tendono ad essere significativamente più alte. Ad esempio, un commercialista in Trentino-Alto Adige può guadagnare in media circa 105.000 euro all’anno, mentre in Lombardia si aggira sui 95.000 euro annui.

Al contrario, in regioni come la Calabria o la Campania, il reddito medio può scendere drasticamente, attestandosi intorno ai 24.000-30.000 euro annui.

Non è una questione di minor valore professionale, ma di un mercato del lavoro differente, con un costo della vita e una produttività media che giocano un ruolo fondamentale.

Certo, il costo della vita al Nord è più elevato, ma le opportunità e gli stipendi base sono spesso più consistenti, offrendo maggiori possibilità di crescita salariale nel tempo.

Specializzazione e nicchie di mercato: un valore aggiunto che premia

Se c’è una cosa che ho sempre consigliato ai più giovani, è di non aver paura di specializzarsi. In un mercato così competitivo, essere un “tuttologo” rischia di non farti emergere.

Ho notato come i colleghi che si sono specializzati, magari in diritto tributario internazionale, consulenza per startup innovative, o revisione di specifici settori industriali, riescano a posizionarsi con compensi molto più interessanti fin da subito.

La conoscenza di normative internazionali, la padronanza dell’inglese fluente e l’ottenimento di certificazioni specifiche come Revisore Legale o ACCA possono influenzare positivamente il tuo stipendio.

Non aver paura di approfondire un campo che ti appassiona, perché quel “extra-miglio” può trasformarsi in un vero e proprio vantaggio competitivo, permettendoti di chiedere onorari più alti o di accedere a posizioni più remunerative in contesti specializzati.

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Oltre il primo impiego: la scalata economica nel primo quinquennio

Non illudetevi che il vostro stipendio rimanga fermo dopo il praticantato. Il bello di questa professione è che la crescita è quasi esponenziale, soprattutto nei primi anni.

Appena superato l’Esame di Stato e ottenuta l’abilitazione, la tua percezione economica cambia radicalmente. È un po’ come passare dal banco di scuola a quello del professionista a tutti gli effetti.

Io stesso ho visto il mio reddito fare un salto notevole una volta iscritto all’albo, e lo stesso accade per la maggior parte dei colleghi. Si passa da un regime di “contributo spese” a un vero e proprio stipendio, o a un fatturato da libero professionista che inizia a prendere forma.

Questo è il momento di capitalizzare gli anni di studio e di gavetta, mettendo a frutto le competenze acquisite.

Dal praticante al collaboratore junior: i primi scatti retributivi

Una volta terminato il praticantato e, soprattutto, superato l’agognato esame di Stato, il tuo valore sul mercato del lavoro subisce un’impennata. Se prima eri un “praticante”, ora sei un “Dottore Commercialista” o “Revisore Legale” abilitato, con responsabilità e poteri di firma.

È qui che inizi a vedere i frutti del tuo duro lavoro. Un commercialista junior, con 1-3 anni di esperienza post-abilitazione, può aspettarsi uno stipendio medio che varia tra i 1.200 e i 1.800 euro netti al mese se dipendente, mentre le posizioni iniziali per un revisore legale possono attestarsi tra i 25.000 e i 35.000 euro lordi annui.

Se decidi di intraprendere la libera professione, con un discreto giro di clienti, potresti raggiungere i 1.500 euro netti al mese. Questi sono solo i primi scatti, un incentivo a continuare a imparare e a crescere professionalmente.

La Cassa Dottori Commercialisti ha evidenziato che il reddito medio degli under 40 cresce di oltre quattro volte dall’inizio carriera fino a quasi 58.000 euro, il che è decisamente incoraggiante!

L’impatto dell’abilitazione e dell’iscrizione all’albo

L’abilitazione e l’iscrizione all’Albo non sono solo formalità burocratiche, credetemi, sono un vero e proprio spartiacque nella tua carriera e nel tuo portafoglio.

È il momento in cui passi da “studente” a “professionista”, con tutte le responsabilità e, ovviamente, le soddisfazioni economiche che ne derivano. L’abilitazione ti apre le porte a opportunità che prima ti erano precluse, permettendoti di gestire pratiche più complesse, di assumere incarichi di revisione e, in generale, di offrire una consulenza a un livello superiore.

Questo si traduce quasi immediatamente in un aumento del tuo valore di mercato. La retribuzione di un commercialista a metà carriera, con 4-9 anni di esperienza, può arrivare a circa 35.600 euro lordi all’anno, mentre un revisore con qualche anno di esperienza può superare i 50.000 euro annui.

È un percorso che premia la tenacia e la competenza, e ogni anno di esperienza aggiunge valore al tuo bagaglio professionale e, di conseguenza, al tuo conto in banca.

Non solo cifre: i vantaggi intangibili della nostra professione

Quando parliamo di guadagni, è facile fissarsi solo sui numeri, ma la nostra professione offre molto di più di un semplice stipendio. Ricordo ancora i primi anni, quando le sfide erano tante e i soldi non erano ancora quelli che speravo, ma la sensazione di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, di risolvere problemi complessi per i miei clienti, era impagabile.

Questi sono quei vantaggi “nascosti” che contribuiscono in modo significativo alla qualità della vita professionale e personale. Dopotutto, non si vive di solo pane, giusto?

La crescita professionale, la formazione continua e la flessibilità sono aspetti che, a mio parere, rendono questa carriera davvero unica e gratificante, e che non dovrebbero mai essere sottovalutati.

Crescita professionale e formazione continua: la vera ricchezza

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Una delle cose più stimolanti del nostro lavoro è che non si finisce mai di imparare. Ogni giorno c’è una nuova normativa, una nuova interpretazione, una nuova tecnologia da padroneggiare.

Questa costante necessità di aggiornamento, che a volte può sembrare una fatica, è in realtà una delle più grandi ricchezze della nostra professione. Ti permette di rimanere sempre all’avanguardia, di acquisire competenze trasversali e di offrire un servizio sempre più completo e di valore ai tuoi clienti.

Gli studi professionali e le associazioni di categoria investono molto nella formazione, e questo si traduce in un miglioramento continuo delle tue capacità e, di conseguenza, delle tue prospettive di guadagno a lungo termine.

Essere un professionista aggiornato non solo ti rende più competitivo, ma ti apre anche a nuove opportunità di specializzazione e di nicchia, aumentando il tuo potenziale di fatturato.

Flessibilità e Work-Life Balance: un obiettivo raggiungibile

Confesso, nei primi anni di carriera, il work-life balance era quasi un miraggio. Ma con l’esperienza, l’organizzazione e, ammettiamolo, anche grazie alle nuove tecnologie, la situazione è decisamente migliorata.

La nostra professione, soprattutto se si sceglie la libera professione o si lavora in studi moderni, può offrire una notevole flessibilità. Non si tratta solo di orari, ma anche della possibilità di gestire i propri clienti, di scegliere i progetti più interessanti e di organizzare il proprio tempo in modo più autonomo.

È vero, ci sono periodi di fuoco, ma ci sono anche momenti in cui si può tirare il fiato e dedicarsi alla famiglia o ai propri hobby. Questa flessibilità, se ben gestita, è un vantaggio enorme che contribuisce a una maggiore soddisfazione professionale e personale, un elemento da non sottovalutare quando si valuta un percorso di carriera.

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Consigli pratici per massimizzare i tuoi guadagni fin da subito

Capisco bene che l’aspetto economico sia fondamentale, soprattutto quando si è all’inizio. Per questo, voglio darvi qualche dritta, frutto della mia esperienza e di quella di tanti colleghi, su come potete fare per dare una spinta ai vostri guadagni fin dai primi anni.

Non ci sono formule magiche, ma ci sono strategie che funzionano. Ho imparato che la proattività, la capacità di tessere relazioni e un occhio attento alle opportunità possono fare la differenza tra uno stipendio “nella media” e uno che ti permette di realizzare i tuoi sogni più ambiziosi.

Non si tratta solo di lavorare di più, ma di lavorare in modo più intelligente.

Networking e costruzione della tua rete professionale

Questo è un consiglio d’oro, credetemi! Non isolatevi nel vostro studio o davanti ai libri. Partecipate a eventi di settore, seminari, conferenze, anche online.

Conoscete altri professionisti, scambiatevi idee, fatevi vedere. Ho conosciuto molti dei miei migliori clienti e dei miei più preziosi collaboratori proprio durante questi eventi.

Costruire una rete solida di contatti non significa solo trovare nuovi clienti, ma anche avere un confronto continuo, imparare dai più esperti e, perché no, individuare opportunità di collaborazione che possono aprirti porte inaspettate.

Ricordo una volta, durante un convegno, un collega mi ha passato un contatto per un lavoro che da solo non avrei mai trovato: il networking è questo! Non sottovalutate mai il potere delle relazioni umane nel costruire la vostra reputazione e il vostro successo economico.

Valutare le offerte: non solo il numero sulla carta

Quando riceverete le prime offerte di lavoro o di collaborazione, è normale guardare subito la cifra. Ma vi prego, andate oltre! Un’offerta che sembra meno allettante dal punto di vista economico potrebbe nascondere opportunità di crescita, formazione o specializzazione che a lungo andare valgono molto di più.

Valutate la possibilità di lavorare in studi con un’ottima reputazione, che vi espongano a casistiche complesse o che vi offrano un mentore davvero valido.

Un’esperienza formativa di alto livello nei primi anni è un investimento che ripaga centinaia di volte nel futuro. Pensate ai benefit, alla flessibilità, all’ambiente di lavoro, alle prospettive di carriera a medio-lungo termine.

Io ho scelto, in un momento cruciale, un’offerta che mi pagava leggermente meno ma mi garantiva un affiancamento con un professionista di grande spessore, e non me ne sono mai pentito.

Il futuro della professione: tra innovazione e nuove opportunità

Guardare al futuro è fondamentale in qualsiasi professione, ma nella nostra, con i cambiamenti normativi e tecnologici che si susseguono a ritmi vertiginosi, è un imperativo.

La digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e le nuove esigenze del mercato stanno ridisegnando il ruolo del Dottore Commercialista e del Revisore Legale.

Non pensate che la nostra professione sia statica, anzi! È in continua evoluzione, e questo crea non solo sfide, ma soprattutto nuove, entusiasmanti opportunità per chi è disposto a mettersi in gioco e ad adattarsi.

Ho visto con i miei occhi come colleghi che hanno saputo cavalcare l’onda del cambiamento abbiano non solo mantenuto, ma anche aumentato il loro successo.

L’impatto della digitalizzazione e delle nuove normative

La tecnologia sta rivoluzionando il nostro mondo, e quello fiscale-contabile non fa eccezione. La digitalizzazione dei processi, l’automazione della contabilità, la fatturazione elettronica e l’analisi dei big data stanno cambiando il nostro modo di lavorare.

Non dobbiamo vederli come una minaccia, ma come strumenti che ci liberano da compiti ripetitivi per permetterci di concentrarci su attività a più alto valore aggiunto: la consulenza strategica, l’analisi predittiva, l’interpretazione delle normative complesse.

Le nuove normative, come quelle sulla sostenibilità o sulla privacy, aprono inoltre interi nuovi settori di consulenza. Chi saprà padroneggiare queste nuove competenze e offrire servizi innovativi sarà sicuramente avvantaggiato, e questo si rifletterà anche sulle possibilità di guadagno.

Dobbiamo essere proattivi, non reattivi, e abbracciare il cambiamento.

Prospettive di carriera e percorsi alternativi

La bellezza del percorso di Dottore Commercialista o Revisore Legale è la sua incredibile versatilità. Non sei destinato a fare solo il consulente fiscale per tutta la vita!

Le competenze che acquisisci ti aprono a un mondo di possibilità. Potresti specializzarti nella consulenza aziendale, nel controllo di gestione, nella finanza straordinaria, o addirittura ricoprire ruoli di Direttore Amministrazione Finanza e Controllo (CFO) in aziende di medie e grandi dimensioni.

Ho amici che sono diventati consulenti per il terzo settore, esperti di compliance, o si sono dedicati all’insegnamento. Le prospettive sono ampie e le opportunità di sviluppo professionale sono concrete.

L’importante è non smettere mai di coltivare la curiosità e la voglia di esplorare nuovi orizzonti, perché il tuo percorso può essere molto più sfaccettato e interessante di quanto tu possa immaginare all’inizio.

Stipendi Medi Annuali Lordi in Italia per Dottori Commercialisti e Revisori Legali (Stime 2025)
Ruolo/Esperienza Range Minimo (€) Range Massimo (€) Note
Praticante Commercialista (Rimborsi) 7.000 19.500 Dipende dallo studio e dalla città
Revisore Legale Junior (Entry-level) 25.000 35.000 Per posizioni con 0-3 anni di esperienza
Commercialista Junior (1-3 anni post-abilitazione) 28.000 36.000 Se dipendente o libero professionista con clientela avviata
Commercialista Mid-Career (4-9 anni) 35.000 55.000 Con l’aumentare dell’esperienza e delle specializzazioni
Commercialista Senior (>10 anni) 54.500 90.000+ Forte variabilità in base a specializzazione, clientela e dimensione dello studio
Differenza Nord vs. Sud (media generale) -20% (Sud) +35% (Nord) Importanti divari retributivi regionali
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글을 마치며

Eccoci alla fine del nostro viaggio tra cifre e opportunità per Dottori Commercialisti e Revisori Legali. Spero di avervi dato una panoramica chiara e, soprattutto, motivante su cosa aspettarsi e come muoversi in questo campo. Ricordatevi, il percorso è impegnativo, ma le soddisfazioni, sia professionali che economiche, sono reali e tangibili. Con impegno, dedizione e una sana dose di curiosità, potrete costruire una carriera non solo remunerativa, ma anche ricca di stimoli e crescita personale. La chiave è non smettere mai di imparare e di mettersi in gioco!

알a 두면 쓸모 있는 정보

1. Investi nella specializzazione fin da subito: una nicchia specifica può garantirti compensi più elevati e meno concorrenza.

2. Non sottovalutare il potere del networking: le relazioni professionali aprono porte inaspettate e creano nuove opportunità di business.

3. Valuta l’offerta di lavoro non solo per lo stipendio, ma anche per le opportunità di formazione e crescita professionale che ti offre.

4. Sii proattivo nell’apprendimento delle nuove tecnologie e normative: la digitalizzazione è un’alleata, non un nemico.

5. Considera la possibilità di lavorare in grandi città del Nord Italia per prospettive retributive iniziali mediamente più alte.

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중요 사항 정리

In sintesi, la carriera di Dottore Commercialista o Revisore Legale in Italia offre prospettive di guadagno significative, con una crescita notevole dopo il praticantato e l’abilitazione. Le retribuzioni variano ampiamente in base a fattori come la località geografica, la specializzazione e la dimensione dello studio. Tuttavia, al di là delle cifre, la professione garantisce una costante crescita professionale, flessibilità e una ricchezza di esperienze che la rendono profondamente gratificante.

Domande Frequenti (FAQ) 📖

D: Quanto posso aspettarmi di guadagnare appena iscritto all’Albo come Dottore Commercialista o Revisore Legale?

R: Questa è la domanda da un milione di euro, vero? E la risposta, come spesso accade nel nostro mestiere, è “dipende”, ma cerchiamo di essere più precisi.
Quando ho iniziato io, le cifre erano un po’ diverse, ma basandomi sulle tendenze attuali e sui feedback che ricevo da colleghi e giovani professionisti, un neoiscritto all’Albo può aspettarsi un range che va dai 22.000 ai 35.000 euro lordi annui.
Attenzione, è una forbice piuttosto ampia! Ho amici che, appena dopo l’esame, hanno trovato posizioni in studi di piccole dimensioni in provincia partendo magari da 1.600-1.800 euro netti al mese, mentre altri che sono entrati in grandi network o studi associati nelle metropoli come Milano o Roma hanno avuto subito offerte più consistenti, anche sui 2.000-2.300 euro netti.
Ricordo un mio ex compagno di università che, grazie a un praticantato eccellente in uno studio focalizzato sul diritto tributario internazionale, ha spuntato una cifra ben sopra la media fin da subito.
È un po’ come un investimento: più hai seminato bene durante il praticantato e la formazione, maggiori saranno i frutti iniziali.

D: Quali fattori influenzano maggiormente la retribuzione iniziale e come posso valorizzarmi fin da subito?

R: Ci sono diversi “interruttori” che possono fare la differenza sulla tua retribuzione iniziale, e credetemi, conoscerli può davvero cambiare le carte in tavola.
Il primo è la localizzazione geografica: le grandi città offrono stipendi mediamente più alti rispetto alle province, anche se il costo della vita è decisamente maggiore.
Poi c’è la dimensione e la tipologia dello studio: un conto è lavorare in una piccola realtà familiare, un altro in una “Big Four” o in uno studio legale-tributario di respiro internazionale.
In queste ultime, l’impegno è spesso maggiore, ma anche le opportunità di crescita e la retribuzione iniziale sono più allettanti. La specializzazione è un altro punto cruciale: chi si concentra su nicchie ad alta domanda, come la fiscalità internazionale, il M&A (fusioni e acquisizioni) o la consulenza per startup innovative, parte avvantaggiato.
Per valorizzarti fin da subito, il mio consiglio è di non smettere mai di studiare e di essere proattivo. Ho visto praticanti che si sono distinti proponendo soluzioni innovative o padroneggiando software contabili avanzati, e questo ha pesato tantissimo sull’offerta finale.
Le lingue straniere, in particolare l’inglese, sono ormai un requisito fondamentale, non un optional!

D: È possibile avere una crescita rapida dello stipendio nei primi anni di carriera?

R: Assolutamente sì, e questa è una delle cose che mi hanno sempre entusiasmato di più nel nostro settore! Non è come in altri lavori dove la crescita è lenta e quasi predeterminata.
Qui, se ti impegni, dimostri valore e sei proattivo, la crescita può essere davvero esponenziale nei primi 3-5 anni. Personalmente, ho visto colleghi raddoppiare la loro retribuzione in meno di cinque anni, passando da collaboratori junior a figure con responsabilità di gestione di team o di portafogli clienti significativi.
Il segreto sta nel non sedersi mai: continua a formarti, cerca di assumerti sempre più responsabilità, sii curioso e impara dai colleghi più esperti. Non aver paura di proporre nuove idee o di affrontare incarichi complessi.
Se mostri di essere una risorsa preziosa, che porta risultati concreti e non solo “fa le ore”, lo studio non esiterà a riconoscerti il giusto valore, anche perché sa che sei un asset che non vuole perdere.
E poi c’è l’opzione, che per alcuni è la più ambita, di aprire un proprio studio dopo qualche anno di esperienza, dove i guadagni, con la giusta visione e tanto lavoro, non hanno praticamente limiti!
È una maratona, ma con tanti sprint gratificanti lungo il percorso.